Premio Marco Tamburini

Concorso Nazionale per ricordare il grande trombettista

Nuove musiche fra scrittura e interpretazione.

Per gli studenti di composizione è una necessità imprescindibile quella di organizzare il proprio pensiero musicale in maniera concreta ed efficace affrontando da subito la fitta rete di connessioni che si dipana lungo l’asse “idea – scrittura – decodifica – interpretazione”.

Lavorare al proprio progetto compositivo a stretto contatto con l’interprete, è la via più efficace per comprendere da subito l’inscindibile legame che esiste fra tecnica esecutiva ed espressione musicale, la via più rapida per trasformare informazioni puramente teoriche sulle modalità esecutive in idee musicali forti e stimolanti, per trasformare i limiti tecnici in opportunità creative, per sviluppare la fondamentale attitudine alla ricerca e alla sperimentazione.

Così come per gli studenti di composizione è importante il rapporto diretto e concreto col suono,  per i giovani strumentisti è altrettanto fondamentale un approccio approfondito alla partitura per stimolare le capacità interpretative e la curiosità rispetto alle infinite possibilità espressive del proprio strumento.

Il progetto prevede workshop e laboratori destinati sia agli allievi di Composizione e di Musica Applicata che agli allievi di Strumento. Le tecniche estese strumentali saranno il principale oggetto di studio, unitamente all’analisi del repertorio del secondo novecento e contemporaneo.

Informazioni

Vincitore 2023:Stefano Maimone
Finalisti:Edoardo Donato (sax contralto), Stefano Maimone (basso elettrico), Gianluca Palazzo (chitarra), Matteo Zaccheo (chitarra)

EDIZIONE 2023

Dopo le prime quattro edizioni, che si sono tenute nel Giardino di Palazzo Casalini all’interno festival estivo “Jazz Nights at Casalini garden”, a partire dal 2021 la serata finale del concorso – riservato alternativamente a giovani gruppi e solisti di jazz – viene proposta a grande distanza dal festival estivo, durante il periodo autunnale, nella prestigiosa cornice del Teatro Sociale. A fare da presidente della giuria è stato chiamato quest’anno Maurizio Giammarco, uno dei maggiori protagonisti della scena jazzistica italiana degli ultimi quarant’anni. Il celebre sassofonista romano, ospite d’onore della serata, suonerà per il pubblico rodigino anche qualche brano affiancato dall’ormai collaudato trio composto da Stefano Onorati, Stefano Senni e Stefano Paolini, straordinari musicisti oltre che amici di Tamburini, con cui a lungo hanno suonato. Lo stesso trio accompagnerà i solisti selezionati per la finale che, come da regolamento, ci faranno ascoltare personali interpretazioni di brani composti dell’indimenticato trombettista di Cesena, che il dipartimento jazz del Conservatorio di Musica Francesco Venezze ha fondato e fatto crescere in pochissimi anni, stringendo un forte ed indissolubile legame con la città di Rovigo.

Stefano Maimone è il vincitore della settima edizione del Premio Marco Tamburini. Sabato a Rovigo, sul palco del Teatro Sociale, il 30enne bassista e contrabbassista, che al Conservatorio “Venezze” ha conseguito la laurea di primo e secondo livello in Musica jazz con il massimo dei voti, ha presentato al concorso che celebra la memoria e fa vivere la musica di Marco Tamburini, secondo lo spirito con cui si dedicava alla didattica, nuovi arrangiamenti di My life is now, una delle ultime composizioni di Tamburini, e di Last minute.

Marco Tamburini

Compositore e arrangiatore di notevole spessore, Marco Tamburini è stato un trombettista versatile ed eclettico che, oltre ad una carriera intensa sulla scena jazz italiana, ha vantato diverse esperienze importanti anche in ambito classico e pop. Il suo swing, elegante e non convenzionale, la fluidità e imprevedibilità delle sue scelte armoniche e sonore hanno fatto di lui il rappresentante di una generazione di musicisti jazz europei di primo piano. Nato a Cesena nel 1959, ha iniziato lo studio della tromba nella sua città presso l’Istituto Musicale “A.Corelli” per poi diplomarsi nel 1979 presso il Conservatorio Giovanni Battista Martini di Bologna e ha fatto il suo esordio sulla scena jazz italiana nei primi anni ottanta. Nel corso della sua carriera ha condiviso il palco con alcuni dei più noti jazzisti italiani, tra i quali Guido Manusardi, Gianni Basso, Franco Ambrosetti, Giulio Capiozzo, Pietro Tonolo, Giovanni Tommaso, Paolo Fresu, Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Dado Moroni, Giorgio Gaslini, Danilo Rea e Stefano Bollani. Numerose sono state anche le collaborazioni, dal vivo o in studio, con celebri musicisti d’oltreoceano come Eddie Henderson, Sal Nistico, Steve Coleman, Ray Mantilla, Joe Lovano, Steve Lacy, Louis Heyes, Ben Sidran, Curtis Fuller, Slide Hampton, Paul Jeffrey, Gary Bartz, George Cables, Ray Drummond, Billy Hart, Cameron Brown e Jimmy Cobb. Da qualche anno inoltre collaborava stabilmente con il chitarrista francese Christian Escoudé. Ha inciso dischi con molte etichette tra le quali Splas(h), Caligola, la casa discografica Ermitage. Si è esibito in tutta Italia e nel mondo in club e teatri prestigiosi, come il Blue Note di Milano, il Birdland di New York, il Sunset Club di Parigi e il Teatro Megarodi Atene. Parallelamente a questa intensa attività in ambito jazzistico, ha lavorato anche come turnista per molti cantanti pop, tra cui Raf, Vinicio Capossela, Laura Pausini, Tiziano Ferro, Marco Mengoni, Luca Carboni e Jovanotti. Nel 2013 ha suonato nel tour di Jovanotti, Lorenzo negli stadi – Backup Tour 2013, e nel 2014 partecipa al Logico Tour di Cesare Cremonini. È stato, inoltre, fondatore del dipartimento di musica jazz presso il Conservatorio di Rovigo, consolidando negli anni una certa fama come didatta. Il 19 settembre 2015, in occasione del Bologna Jazz Festival, gli viene dedicata una Stella nella Strada del jazz. Marco Tamburini è stato ispiratore ed organizzatore della prima e seconda rassegna “Jazz nights at Casalini’s garden”, svoltesi nel 2014 e 2015 a Rovigo nei giardini di Palazzo Casalini.