Premio Marco Tamburini

Concorso Nazionale per ricordare il grande trombettista

Marco Tamburini – fondatore del Dipartimento Jazz del Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo, ha dato tanto a tutti noi, alla sua famiglia, agli amici più vicini e non, ai suoi allievi e a tanti musicisti meritevoli che hanno attratto la sua curiosità e la sua attenzione.Su proposta e idea di Lorenzo Liviero, allora presidente dell’ex RovigoBanca, dopo aver parlato con la sua famiglia, si convenne che dedicargli un premio sarebbe stato, da una parte, un ottimo modo per ricordarlo negli anni e, dall’altra, avrebbe permesso di aiutare i giovani a emergere nel difficile mondo musicale. Quest’anno, grazie al sostegno di Banca del Veneto Centrale, siamo giunti alla settima edizione del Premio. Ovviamente non potevamo non decidere di orientare la scelta del repertorio sui brani di Tamburini i quali sono variegati e permettono di trovare il pezzo giusto per esprimere al massimo il proprio talento e la propria poetica.


“Sono sicuro che sarà bellissimo ricordare Marco ascoltando quelle future promesse del jazz italiano, che gli sono sempre state molto a cuore.”

Il Direttore ArtisticoStefano Onorati

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Vincitore 2025:Vincenzo Di Gioia (saxofono)
Finalisti:Andrea Paternostro (sax alto), Riccardo Pitacco (trombone) e Giulio Ferrero (tromba)

EDIZIONE 2025

Venerdì 19 dicembre 2025, alle ore 21.00, il Teatro Sociale di Rovigo ha ospitato la 9ª edizione del Premio Marco Tamburini, realizzata in collaborazione con il Dipartimento Jazz del Conservatorio di Musica “Francesco Venezze” di Rovigo. L’evento ha rappresentato la giornata conclusiva del concorso riservato a giovani solisti di jazz. Il vincitore del Premio Marco Tamburini 2025 è stato il sassofonista Vincenzo Di Gioia, che ha convinto pubblico e giuria con una prova di grande maturità artistica e qualità musicale. La serata è stata dedicata ai giovani talenti del jazz italiano, che si sono esibiti accompagnati dai docenti del Dipartimento Jazz del Conservatorio Venezze: Stefano Onorati al pianoforte, Stefano Senni al contrabbasso e Stefano Paolini alla batteria. La giuria, presieduta dal direttore del Conservatorio Venezze Stefano Romani, ha consegnato premi e attestati insieme alla famiglia di Marco Tamburini, presente anche quest’anno per rendere omaggio alla figura del trombettista e al suo legame con la città di Rovigo. Ospite della serata è stato Pietro Tonolo, che si è esibito al sax durante la riunione della giuria chiamata a decretare il vincitore. L’evento è stato presentato da Claudio Donà, docente di Storia del Jazz al Conservatorio Venezze.

Oltre al vincitore, si sono esibiti anche Andrea Paternostro (sax alto), Riccardo Pitacco (trombone) e Giulio Ferrero(tromba), offrendo al pubblico una serata di musica di alto livello e molto apprezzata.

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Vincitore 2024:Giuditta Franco – quintetto “Aria”
Finalisti:Edoardo Liberati – Synthetic Trio, Thomas Lasca – trio “Harmolipi”

EDIZIONE 2024

Giovedì 5 dicembre si è svolta, come da tradizione sul palcoscenico del Teatro Sociale di Rovigo, la finale del Premio Marco Tamburini (foto Nicola Boschetti), appuntamento dedicato ai giovani musicisti emergenti del jazz. La giuria era composta da Vincenzo Soravia, Presidente della Giuria e Direttore del Conservatorio di Musica “Francesco Venezze” di Rovigo, insieme ai docenti del Dipartimento Jazz Enrico Bracco, Gabriele Evangelista, Roberto Martinelli e Fulvio Sigurtà. La serata è stata arricchita dalla presenza di un ospite d’eccezione, il pianista Dado Moroni, già protagonista di un concerto al Ridotto del Teatro Sociale nel 2014. Moroni ha proposto un concerto di circa cinquanta minuti, accompagnando il pubblico in un percorso attraverso la storia del jazz al pianoforte, da Louis Armstrong a Duke Ellington, passando per Fats Waller fino a Freddie Hubbard. Un’esibizione molto apprezzata, che ha messo in luce non solo il virtuosismo tecnico, ma anche una profonda sensibilità musicale e una grande capacità improvvisativa, ricambiata dal pubblico con lunghi applausi.

La rassegna jazz è sostenuta dalla Fondazione Banca del Veneto Centrale.

Al termine della serata sono stati proclamati i vincitori del Premio Marco Tamburini. Il primo premio è stato assegnato a Giuditta Franco con il quintetto “Aria”, formato da Giuditta Franco alla voce, Giulio Tullio al trombone, Edoardo Cian alla chitarra, Francesco Bordignon al contrabbasso e Francesco De Tuoni alla batteria. Il gruppo ha eseguito i brani Contemporaneo immaginario, dall’album omonimo dei Three Lower Colours di Marco Tamburini con quartetto d’archi, e Black and White, tratto dall’album postumo East of the Moon di Marco Tamburini e Stefano Onorati. Il secondo premio è andato a Edoardo Liberati con il Synthetic Trio, composto da Edoardo Liberati alla chitarra, Dario Piccioni al contrabbasso e Riccardo Marchese alla batteria, che ha presentato i brani Ostuni e Rifugi, entrambi dall’album Isole. Il terzo premio è stato assegnato a Thomas Lasca con il trio “Harmolipi”, formato da Thomas Lasca alla chitarra e basso synth, Nico Tangherlini al pianoforte, tastiere e synth, e Andrea Elisei alla batteria e drum pad. Il trio ha eseguito My Life Is Now, una delle ultime composizioni di Marco Tamburini, mai pubblicata in album ma che dà il titolo al disco a lui dedicato della Reunion Big Band, e Napoli, brano tratto dall’album Isole, realizzato con la partecipazione, tra gli altri, di Cameron Brown e Billy Hart.

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Vincitore 2023:Stefano Maimone
Finalisti:Edoardo Donato (sax contralto), Stefano Maimone (basso elettrico), Gianluca Palazzo (chitarra), Matteo Zaccheo (chitarra)

EDIZIONE 2023

Dopo le prime quattro edizioni, che si sono tenute nel Giardino di Palazzo Casalini all’interno festival estivo “Jazz Nights at Casalini garden”, a partire dal 2021 la serata finale del concorso – riservato alternativamente a giovani gruppi e solisti di jazz – viene proposta a grande distanza dal festival estivo, durante il periodo autunnale, nella prestigiosa cornice del Teatro Sociale. A fare da presidente della giuria è stato chiamato quest’anno Maurizio Giammarco, uno dei maggiori protagonisti della scena jazzistica italiana degli ultimi quarant’anni. Il celebre sassofonista romano, ospite d’onore della serata, suonerà per il pubblico rodigino anche qualche brano affiancato dall’ormai collaudato trio composto da Stefano Onorati, Stefano Senni e Stefano Paolini, straordinari musicisti oltre che amici di Tamburini, con cui a lungo hanno suonato. Lo stesso trio accompagnerà i solisti selezionati per la finale che, come da regolamento, ci faranno ascoltare personali interpretazioni di brani composti dell’indimenticato trombettista di Cesena, che il dipartimento jazz del Conservatorio di Musica Francesco Venezze ha fondato e fatto crescere in pochissimi anni, stringendo un forte ed indissolubile legame con la città di Rovigo.

Stefano Maimone è il vincitore della settima edizione del Premio Marco Tamburini. Sabato a Rovigo, sul palco del Teatro Sociale, il 30enne bassista e contrabbassista, che al Conservatorio “Venezze” ha conseguito la laurea di primo e secondo livello in Musica jazz con il massimo dei voti, ha presentato al concorso che celebra la memoria e fa vivere la musica di Marco Tamburini, secondo lo spirito con cui si dedicava alla didattica, nuovi arrangiamenti di My life is now, una delle ultime composizioni di Tamburini, e di Last minute.

Marco Tamburini

Compositore e arrangiatore di notevole spessore, Marco Tamburini è stato un trombettista versatile ed eclettico che, oltre ad una carriera intensa sulla scena jazz italiana, ha vantato diverse esperienze importanti anche in ambito classico e pop. Il suo swing, elegante e non convenzionale, la fluidità e imprevedibilità delle sue scelte armoniche e sonore hanno fatto di lui il rappresentante di una generazione di musicisti jazz europei di primo piano. Nato a Cesena nel 1959, ha iniziato lo studio della tromba nella sua città presso l’Istituto Musicale “A.Corelli” per poi diplomarsi nel 1979 presso il Conservatorio Giovanni Battista Martini di Bologna e ha fatto il suo esordio sulla scena jazz italiana nei primi anni ottanta. Nel corso della sua carriera ha condiviso il palco con alcuni dei più noti jazzisti italiani, tra i quali Guido Manusardi, Gianni Basso, Franco Ambrosetti, Giulio Capiozzo, Pietro Tonolo, Giovanni Tommaso, Paolo Fresu, Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Dado Moroni, Giorgio Gaslini, Danilo Rea e Stefano Bollani. Numerose sono state anche le collaborazioni, dal vivo o in studio, con celebri musicisti d’oltreoceano come Eddie Henderson, Sal Nistico, Steve Coleman, Ray Mantilla, Joe Lovano, Steve Lacy, Louis Heyes, Ben Sidran, Curtis Fuller, Slide Hampton, Paul Jeffrey, Gary Bartz, George Cables, Ray Drummond, Billy Hart, Cameron Brown e Jimmy Cobb. Da qualche anno inoltre collaborava stabilmente con il chitarrista francese Christian Escoudé. Ha inciso dischi con molte etichette tra le quali Splas(h), Caligola, la casa discografica Ermitage. Si è esibito in tutta Italia e nel mondo in club e teatri prestigiosi, come il Blue Note di Milano, il Birdland di New York, il Sunset Club di Parigi e il Teatro Megarodi Atene. Parallelamente a questa intensa attività in ambito jazzistico, ha lavorato anche come turnista per molti cantanti pop, tra cui Raf, Vinicio Capossela, Laura Pausini, Tiziano Ferro, Marco Mengoni, Luca Carboni e Jovanotti. Nel 2013 ha suonato nel tour di Jovanotti, Lorenzo negli stadi – Backup Tour 2013, e nel 2014 partecipa al Logico Tour di Cesare Cremonini. È stato, inoltre, fondatore del dipartimento di musica jazz presso il Conservatorio di Rovigo, consolidando negli anni una certa fama come didatta. Il 19 settembre 2015, in occasione del Bologna Jazz Festival, gli viene dedicata una Stella nella Strada del jazz. Marco Tamburini è stato ispiratore ed organizzatore della prima e seconda rassegna “Jazz nights at Casalini’s garden”, svoltesi nel 2014 e 2015 a Rovigo nei giardini di Palazzo Casalini.